2021 aprile-maggio Corso agg. prof. DM140 - SINGOLE GIORNATE GRATUITE

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Evento del 21 aprile 2020

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Per iscriversi all'ANACI è necessario formulare richiesta scritta al Presidente Provinciale competente per territorio inviando unitamente fotocopia della partita IVA e del titolo di studio. A seguito di ciò si verra' convocati per sostenere il colloquio tecnico-giuridico previsto dallo Statuto dell'Associazione.
Le domande di iscrizione devono essere inoltrate utilizzando apposito modulo reperibile presso le Sedi Provinciali.
Per ottenere l'iscrizione il richiedente deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere maggiorenne di età; 
  • essere cittadino italiano o di altro stato della Comunità Europea residente stabilmente in Italia; 
  • godere dei diritti civili e non avere riportato condanne contro il patrimonio; 
  • aver conseguito il diploma di scuola secondaria superiore (durata di 5 anni); 
  • aver sostenuto con esito positivo davanti ad una Commissione nominata dal Presidente, su proposta del Consiglio Regionale, un colloquio di idoneità tecnico-giuridica basato su un programma unico nazionale; 
  • essere in possesso della partita IVA. 

Il Consiglio Provinciale è delegato alla verifica dei requisiti per l'iscrizione dei nuovi Associati e ne delibera l'ammissione che il Presidente Provinciale certifica sul modulo di richiesta e sulla scheda individuale. In caso di mancata ammissione da parte del Consiglio Provinciale, l'aspirante socio può inoltrare appello al Consiglio Regionale. L'appartenenza all'ANACI decorre dall'assegnazione da parte della Segreteria Nazionale del numero di matricola. In caso di mancata iscrizione da parte della Segreteria Nazionale è ammesso appello al Consiglio Nazionale.
E' motivo di incompatibilità essere iscritti ad altre associazioni di amministratori di condomini ed immobili o in generale di organismi che, seppure parzialmente, perseguono gli stessi scopi dell'ANACI.

Vedi la pagina: Corso di formazione

OBBLIGO DI FORMAZIONE CONTINUA

Il Regolamento per l’attribuzione dei crediti e le disposizioni attuative

La Giunta nazionale ANACI,  nella riunione del 26 gennaio 2008, ha preso atto del grande interesse dimostrato dagli associati in ordine all’acquisizione di crediti che misurano l’aggiornamento professionale ed ha approvato le disposizioni per rendere operativa l’iniziativa prorogandone l’applicazione sperimentale  al 31 dicembre 2008.
E’ stata evidenziata l’opportunità di considerare in tale fase iniziale l’attribuzione dei crediti per i singoli eventi perfettibile in relazione ad una più approfondita valutazione dei contenuti dei percorsi formativi che dovranno essere programmati con grande anticipo; tale  valutazione peraltro, potrà essere  successivamente affidata ad una  apposita commissione che si riunirà periodicamente.
Al programma, già sperimentato dai consulenti del lavoro con ottimi risultati in ordine alla garanzia di corretta registrazione ed attestazione di adempimento, dovranno adattarsi quelli in uso nelle sedi locali organizzatrici di eventi alle quali si chiede maggiore collaborazione e disponibilità; gli associati dovranno essere sollecitati a non dimenticare la tessera d’iscrizione che è l’unico mezzo per rendere operante l’attribuzione crediti in occasione degli eventi collettivi.  Proprio per istituzionalizzare tale abitudine, non potrà essere consentito un “ravvedimento” successivo. 
E’ allo studio del CSN l’individuazione di attività di aggiornamento professionale on line, per consentire a tutti gli associati una formazione continua più semplice ed immediata, con minori costi.

Il progetto di aggiornamento continuo ha l’obiettivo di realizzare una  sorta di certificazione di qualità che risulterà determinante in sede di riconoscimento delle associazioni ai sensi dell’art. 26. 3 del Dlgs n. 206/2007 per rafforzare il ruolo di garanti delle prestazioni effettuate dagli iscritti.
L’iniziativa rispetta uno dei principali scopi associativi previsti dallo statuto e valorizza il ruolo dell’amministratore condominiale a garanzia del patrimonio edilizio privato e per la tutela dell’interesse pubblico con la predisposizione di servizi di elevata specializzazione tecnica certificabili da un’associazione autoregolamentata in dimensione europea.
La verifica nel tempo della rispondenza delle capacità professionali dell’amministratore individua una concezione dinamica del sapere e la disponibilità a monitorare la crescita culturale della sua attività determina certamente una elevata credibilità.

Art. 2 dello Statuto

Scopi dell’Associazione sono:

  • unire ed organizzare tutti coloro che esercitano a carattere continuativo e professionale  l’attività di amministratore di beni immobili;
  • perseguire il riconoscimento giuridico della professione e conseguentemente certificare  la professione dei propri iscritti secondo le leggi nazionale e regionali vigenti;
  • favorire e coordinare tutte le iniziative inerenti la professione nei campi culturale, previdenziale, assistenziale ed assicurativo, conformemente ai principi delle direttive UE;
  • offrirsi come principale punto di riferimento del potere legislativo e di quello esecutivo;
  • istituire corsi per l’avviamento alla professione;
  • favorire e coordinare le iniziative finalizzate al continuo aggiornamento professionale;
  • promuovere all’esterno l’immagine degli amministratori condominiali e immobiliari.

Art. 3 dello Statuto

……………
Gli associati devono perseguire il proprio costante aggiornamento professionale nel rispetto del regolamento dei crediti formativi, le cui certificazioni sono di competenza esclusiva  del Centro Studi Nazionale.

Art. 54 dello Statuto

Le sanzioni disciplinari, da applicarsi secondo i  casi, sono:

  • l’avvertimento, che consiste nel richiamare il colpevole sulla mancanza commessa e nell’esortarlo a non ricadervi;
  • la censura, che è una dichiarazione formale della mancanza commessa e del biasimo in corso;
  • la sospensione dall’iscrizione all’Associazione per un tempo non inferiore a quindici giorni e non maggiore ad un anno.

Nel comminare la sanzione della sospensione il Collegio può proporre motivatamente al Presidente nazionale  di pronunziare l’espulsione dell’associato, con revoca della sua iscrizione all’Associazione.

Art. 56 dello Statuto

La condotta degli associati secondo i principi di probità, competenza e lealtà costituisce un preciso dovere.   E’ demandata al Consiglio nazionale l’approvazione di norme deontologiche alle quali gli associati si dovranno attenere. 

Art. 8 del Codice Deontologico

E’ dovere dell’associato curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando ed accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori nei quali svolge l’attività.
L’accettazione di un determinato incarico professionale fa presumere la competenza a svolgerlo; nel caso di sopravvenute difficoltà deve informare i proprio cliente che potrà valutare la sua sostituzione con altro professionista.
 

REGOLAMENTO PER IL MONITORAGGIO DELL’AGGIORNAMENTO PERMANENTE    OBBLIGATORIO DELL’AMMINISTRATORE IMMOBILIARE

 

Premesse

  • gli artt. 2 e 3 dello Statuto ANACI prevede tra gli scopi associativi la promozione delle iniziative finalizzate al continuo aggiornamento professionale degli amministratori per i quali la preparazione e l’aggiornamento culturale e professionale costituiscono un preciso obbligo (art. 8 codice deontologico);
  • con l’adozione del Codice deontologico CEAB l’associato ANACI promette di aggiornarsi regolarmente sulla legislazione e su tutte quelle informazioni e  cambiamenti che possano influenzare gli interessi dei clienti, rimanendo informato e promuovendo l’aggiornamento dei propri dipendenti, sull’andamento delle proprietà immobiliari a livello regionale, nazionale ed europeo, per contribuire alla formazione di concetti generali sulle questioni: imposte, legislazione, uso della proprietà immobiliare, urbanizzazione o altre questioni legate al possesso dei beni immobiliari;
  • in sede CEAB è stata richiamata l’attenzione delle Associazioni aderenti per l’organizzazione di un programma di formazione continua, elemento fondamentale per l’immagine e la credibilità associativa nel quadro della direttiva per il riconoscimento delle qualifiche professionali e l’adozione di una piattaforma comune per gli Stati membri;
  • l’attività di amministratore condominiale riveste un ruolo rilevante a garanzia del patrimonio edilizio privato e per la tutela dell’interesse pubblico con la predisposizione di servizi di elevata specializzazione tecnica certificabili da una associazione autoregolamentata in dimensione europea;
  • l’ANACI deve tendere al rafforzamento del ruolo di garante della qualità delle prestazioni effettuate dagli iscritti definendo i criteri in base ai quali vanno attribuiti i “crediti” alle varie attività di aggiornamento permanente.

 

Soggetti interessati

  • gli amministratori condominiali hanno il dovere di curare ed aggiornare con continuità le conoscenze tecniche e giuridiche necessarie a garantire le aspettative dei condomini e delle istituzioni.

Il presente regolamento, conformemente ai compiti ed alle attribuzioni che lo Statuto riconosce al Consiglio Nazionale ed ai Consigli Provinciali ed in aderenza con i principi etici e morali richiamati dal codice deontologico, individua un percorso di aggiornamento permanente che consenta di mantenere e perfezionare le proprie conoscenze a garanzia del corretto esercizio della professione.
Gli amministratori, che in ottemperanza alle successive disposizioni, avranno effettivamente seguito l’intero percorso formativo, potranno richiedere il rilascio della prevista attestazione di adempimento dell’obbligo di aggiornamento permanente.

 

 

Attività di cultura professionale da considerare per la valutazione

 

  • partecipazione a corsi di formazione, master, convegni e seminari, nella misura di un credito per ogni ora di formazione risultante dall’attestato rilasciato dall’organismo formatore, purché si tratti di materie oggetto della professione;
  • docenza in corsi di formazione, nelle materie oggetto della professione, nella misura di due crediti per ciascuna ora di docenza risultante da apposita attestazione;
  • relazioni in convegni, nella misura di tre crediti per ogni evento;
  • redazione e pubblicazione di libri in materie oggetto della professione, nella misura di dodici crediti per ciascun libro pubblicato;
  • redazione di articoli su riviste specializzate nelle materie oggetto della professione, nella misura di due crediti per ciascun articolo pubblicato;
  • superamento di esami universitari (laurea triennale o specialistica) presso Università statali o private riconosciute, nella misura di tre crediti per ciascun esame superato risultante da apposita documentazione rilasciata dall’Università;
  • la partecipazione ai lavori di organismi di rappresentanza della categoria, quali gruppi di lavoro, commissioni di studio, purché dedicati ad approfondimenti  nell’ambito delle materie oggetto della professione, nella misura di un credito per ciascuna riunione, risultante da apposita dichiarazione.

 

Norma transitoria

Il presente regolamento ha decorrenza sperimentale dal 1/1/2006 con differimento dell’applicazione del regime sanzionatorio previsto a far data dal 1° gennaio 2008.
Si considera adempimento l’obbligo di aggiornamento permanente in via transitoria, per i primi due anni di vigenza del presente regolamento con l’acquisizione di dieci crediti, dal terzo anno quindici crediti.
La Giunta nazionale è delegata a fissare le necessarie disposizioni attuative del presente regolamento.

 

(Approvato dal Consiglio Nazionale il 2 dicembre 2006)

 

DISPOSIZIONI  ATTUATIVE –

Premessa:

 La Giunta Nazionale ANACI ha preso atto di quanto previsto dall’art. 26.3 del D.Lgs 9 novembre 2007, n. 206 in ordine al riconoscimento delle qualifiche professionali che verrà effettuato con decreto interministeriale a seguito dell’individuazione dei requisiti richiesti, fra i quali l’obbligo della formazione permanente.

Art. 1 -  Lo svolgimento della formazione professionale continua è obbligo deontologico per tutti gli associati dell’ANACI.   La formazione professionale continua:

  • è attività di aggiornamento e di approfondimento delle conoscenze e delle competenze tecniche sulle materie oggetto di esercizio dell’attività professionale dell’amministratore associato;
  • è volta ad assicurare e garantire che l’amministratore associato mantenga, approfondisca ed estenda la propria competenza tecnica e professionale;
  • è diretta al miglioramento e al perfezionamento professionale dell’amministratore. Il suo svolgimento è uno dei presupposti per la correttezza, la qualità ed il pregio della prestazione professionale;
  • è svolta nell’interesse dei destinatari della prestazione professionale dell’amministratore ed è garanzia di tutela dell’interesse pubblico;
  • si realizza mediante la partecipazione ad eventi formativi, il cui svolgimento è caratterizzato anche da interrelazione e confronto di esperienze professionali.

 

Art. 2 – La procedura per l’attribuzione  dei crediti formativi relativi agli  eventi  organizzati  dalla sede nazionale, dalle sedi regionali e provinciali è stabilita come segue:

  • inviare richiesta mediante posta elettronica al Centro Studi Nazionale ed alla Segreteria nazionale, almeno trenta giorni prima della data di svolgimento dell’evento, allegando il relativo programma e dettaglio dei relativi contenuti, utilizzando l’apposito modello scaricabile dal sito www.anaci.it;
  • il Centro Studi Nazionale assegnerà il numero dei crediti per l’evento, con comunicazione e.mail alla Segreteria nazionale;
  • scaricare il programma dal sito www.anaci.it banner bianco sulla sinistra “installazione programma crediti formativi” raccomandando di seguire con particolare attenzione le istruzioni fino al termine delle stesse;
  • accertarsi che la Segreteria nazionale abbia inviato i due files necessari per la rilevazione individuati “associati” ed “event setting + data e numero evento”;
  • caricare su PC che dovrà eseguire le rilevazioni sia il programma che i due files scaricati;
  • aprire il programma e caricare sullo stesso prima il file associati, poi il file evento;
  • collegare un lettore di codici a barre al PC accertandosi che il lettore abbia una presa USB;
  • procedere alla rilevazione dei soci sia al momento dell’ingresso in sala che all’uscita dalla stessa in quanto i crediti vengono assegnati in base al tempo di presenza all’evento;
  • al termine delle operazioni di rilevamento delle presenze, asportare il file ed inviarlo per  e- mail alla Segreteria nazionale.

Art. 3 -  Ogni amministratore sceglie liberamente, in relazione alle proprie esigenze professionali e nel rispetto delle norme che seguono, gli eventi formativi approvati dal Centro Studi Nazionale cui partecipa, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo previsto al dell’art. 1.
Costituiscono attività di formazione professionale continua gli  eventi formativi previsti nel Regolamento approvato dal Consiglio Nazionale il 2/12/2006, aventi ad oggetto le materie inerenti l’attività professionale dell’amministratore. Possono avere altresì ad oggetto le norme statutarie, quelle di deontologia e le procedure applicative connesse allo svolgimento dell’attività , con particolare riferimento all’applicazione delle nuove tecnologie ed alla gestione degli studi professionali.
Anche le pubblicazioni di articoli e saggi sulla Rivista Nazionale e su quelle Regionali o Provinciali sono considerate ai fini dell’attribuzione crediti. Per le attività di cultura professionale a carattere individuale (articoli, relazioni e docenze, libri, ecc.) da considerare per la valutazione ed attribuzione crediti, l’associato dovrà trasmettere opportuna documentazione al  CSN ed alla Segreteria nazionale che darà comunicazione all’interessato in ordine ai crediti attribuiti.

  Art. 4 -  Per l’assolvimento dell’obbligo di formazione è ritenuto sufficiente un impegno individuale minimo di 10 crediti formativi annuali. L’impegno individuale minimo ed il numero dei crediti formativi annuali saranno successivamente oggetto di delibera del Consiglio Nazionale dell’ANACI.
L’anno formativo coincide con quello solare.   L’attuazione  sperimentale del regolamento è prorogata al 31 dicembre 2008 (otto crediti).
I crediti formativi professionali relativi ai singoli eventi saranno attribuiti dal Centro Studi Nazionale dell’ANACI valutando i seguenti elementi:

  • tipologia e modalità di svolgimento dell’evento formativo;
  • durata effettiva dell’evento;
  • argomenti trattati;
  • qualifica dei relatori.

L’attribuzione dei crediti è prevalentemente basata sulla durata dell’evento ed orientata prevalentemente all’adozione del parametro: 1 ora = 1 credito formativo.
Ogni documentazione inviata al Centro Studi Nazionale sarà considerata ceduta a titolo gratuito all’ANACI e potrà essere pubblicata o meno in base al giudizio insindacabile del Direttore.
Art. 5 - L’associato può essere esentato dallo svolgimento dell’aggiornamento professionale, con conseguente riduzione dei crediti formativi previsti se si verificano i casi di seguito indicati:

  • maternità, servizio militare e/o civile, malattia grave, infortunio che determinino l’interruzione dell’attività professionale per almeno tre mesi;
  • altri casi di documentato impedimento derivante da cause di forza maggiore.

Gli impedimenti di cui sopra devono essere congruamente documentati e saranno oggetto di decisione da parte della Commissione preposta al controllo dei crediti formativi.
Art. 6 - Per il controllo, la gestione e l’eventuale contenzioso viene costituita una Commissione formata da: Vice Presidente Nazionale Vicario, Direttore del Centro Studi Nazionale,
Vice presidente Nazionale con delega al coordinamento degli eventi, Coordinatore dei Presidenti Regionali.  La Commissione si riunirà almeno due volte l’anno.  Spetta ad essa controllare la gestione degli eventi e l’assegnazione dei crediti formativi.
Art. 7 - Agli associati che non raggiungeranno il previsto limite minimo di crediti formativi nel corso dell’anno verrà inviata una prescrizione all’adempimento entro tre mesi ed in caso di mancato adempimento verrà informata la Commissione di cui all’art. 6 per le relative valutazioni e decisioni anche in ordine alle sanzioni disciplinari di cui all’art. 54 del vigente Statuto.

Approvate dalla Giunta Nazionale del 26 gennaio 2008

(In grassetto gli articoli inderogabili)

Art. 1100 C.C. (Norme regolatrici)
Quando la proprietà o altro diritto reale spetta in comune a più persone, se il titolo o la legge non dispone diversamente si applicano le norme seguenti.

Art. 1101 C.C. (Quote deipartecipanti)
Le quote dei partecipanti alla comunone si presumono eguali.
Il concorso dei partecipanti, tanto nei vantaggi quanto nei pesi della comunone, è in proporzione delle rispettive quote.

Art. 1103 C.C. (Disposizioni della quota)
Ciascun partecipante può disporre del suo diritto e cedere ad altri il godimento della cosa nei limiti della sua quota.
Per le ipoteche costituite da uno dei partecipanti si osservano le disposizioni contenute nel capo IV del titolo III del libro VI.

Art. 1104 C.C. (Obblighi dei partecipanti)
Ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie per la conservazione e per il godimento della cosa comune e nelle spese deliberate dalla maggioranza a norma delle disposizioni seguenti, salva la facoltà di liberarsene con la rinunzia al suo diritto.
La rinunzia non giova al partecipante che abbia anche tacitamente approvato la spesa.
Il cessionario del partecipante è tenuto in solido con il cedente a pagare i contributi da questo dovuti e non versati.

Art. 1106 C.C. (Regolamento della comunone e nomina di amministratore)
Con la maggioranza calcolata nel modo indicato dall'articolo precedente, può essere formato un regolamento per l'ordinaria amministrazione e per il miglior godimento della cosa comune.
Nello stesso modo l'amministrazione può essere delegata ad uno o più partecipanti, o anche a un estraneo, determinandosi i poteri e gli obblighi dell'amministratore.

Art. 1108 C.C. (Innovazioni e altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione)
Con deliberazione della maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore complessivo della cosa comune, si possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento della cosa o a renderne più comodo o redditizio il godimento, purché esse non pregiudichino il godimento di alcuno dei partecipanti e non importino una spesa eccessivamente gravosa.
Nello stesso modo si possono compiere gli altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, sempre che non risultino pregiudizievoli all'interesse di alcuno dei partecipanti.
E' necessario il consenso di tutti i partecipanti per gli atti di alienazione o di costituzione di diritti reali sul fondo comune e per le locazioni di durata superiore a nove anni.
L'ipoteca può essere tuttavia consentita dalla maggioranza indicata dal primo comma, qualora abbia lo scopo di garantire la restituzione delle somme mutate per la ricostruzione o per il miglioramento della cosa comune.

Art. 1109 C.C. (Impugnazione delle deliberazioni)
Ciascuno dei componenti la minoranza dissenziente può impugnare davanti all'autorità giudiziaria le deliberazioni della maggioranza:

nel caso previsto dal secondo comma dell'art. 1105, se la deliberazione è gravemente pregiudizievole alla cosa comune
se non è stata osservata la disposizione del terzo comma dell'art.1105;
se la deliberazione relativa a innovazioni o ad altri atti eccedenti l'ordinaria amministrazione è in contrasto con le norme del primo e del secondo comma dell'art. 1108.
L'impugnazione deve essere proposta, sotto pena di decadenza, entro trenta giorni dalla deliberazione. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione. In pendenza del giudizio, l'autorità giudiziaria può ordinare la sospensione del provvedimento deliberato.

Art. 1110. (Rimborso di spese) - Il partecipante che, in caso di trascuranza degli altri partecipanti o dell'amministratore, ha sostenute spese necessarie per la conservazione della cosa comune, ha diritto al rimborso.

Art. 1111 C.C. (Scioglimento della comunone)
Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunone, l'autorità giudiziaria può stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l'immediato scioglimento può pregiudicare gli interessi degli altri.
Il patto di rimanere in comunone per un tempo non maggiore di dieci anni è valido e ha effetto anche per gli aventi causa dai partecipanti. Se è stato stipulato per un termine maggiore di questo si riduce a dieci anni.
Se gravi circostanze lo richiedono, l'autorità giudiziaria può ordinare lo scioglimento della comunone prima del tempo convenuto.

Art. 1112 C.C. (Cose non soggette a divisione) - Lo scioglimento della comunone non può essere chiesto quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero di servire all'uso a cui sono destinate.

Art. 1113 C.C. (Intervento nella divisione e opposizione)
I creditori e gli aventi causa da un partecipante possono intervenire nella divisione a proprie spese, ma non possono impugnare la divisione già eseguita, a meno che abbiano notificato un'opposizione anteriormente alla divisione stessa e salvo sempre ad essi l'esperimento dell'azione revocatoria o dell'azione surrogatoria.
Nella divisione che ha per oggetto beni immobili, l'opposizione, per l'effetto indicato dal comma precedente, deve essere trascritta prima della trascrizione dell'atto di divisione e, se si tratta di divisione giudiziale, prima della trascrizione della relativa domanda.
Devono essere chiamati a intervenire, perché la divisione abbia effetto nei loro confronti, i creditori iscritti e coloro che hanno acquistato diritti sull'immobile in virtù di atti soggetti a trascrizione e trascritti prima della trascrizione dell'atto di divisione o della trascrizione della domanda di divisione giudiziale.
Nessuna ragione di prelevamento in natura per crediti nascenti dalla comunone può opporsi contro le persone indicate dal comma precedente eccetto le ragioni di prelevamento nascenti dal titolo anteriore alla comunone medesima, ovvero da collazione.

Art. 1114 C.C. (Divisione in natura)
La divisione ha luogo in natura, se la cosa può essere comodamente divisa in parti corrispondenti alle quote dei partecipanti.

Art. 1115 C.C. (Obbligazioni solidali dei partecipanti)
Ciascun partecipante può esigere che siano estinte le obbligazioni in solido contratte per la cosa comune, le quali siano scadute o scadano entro l'anno dalla domanda di divisione.
La somma per estinguere le obbligazioni si preleva dal prezzo di vendita della cosa comune, e, se la divisione ha luogo in natura, si procede alla vendita di una congrua frazione della cosa, salvo diverso accordo tra i condividenti.
Il partecipante che ha pagato il debito in solido e non ha ottenuto rimborso concorre nella divisione per una maggiore quota corrispondente al suo diritto verso gli altri condividenti.

Art. 1116 C.C. (Applicabilità delle norme sulla divisione ereditaria) - Alla divisione delle cose comuni si applicano le norme sulla divisione dell'eredità, in quanto non siano in contrasto con quelle sopra stabilite.

Art. 1117 C.C. (Parti comuni dell'edificio)
Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari dei diversi piani o porzioni di piani di un edificio, se il contrario non risulta dal titolo:

il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d'ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune;
i locali per la portineria e l'alloggio del portiere, per la lavanderia per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune;
le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all'uso e al godimento comune, come gli ascensori i pozzi, le cisterne gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scaricó, gli impianti per l'acqua, per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini.


Art. 61 Disp. Att. (Separazione dei condomini)
Qualora un edificio o un gruppo di edifici appartenenti per piani o porzioni di piano a proprietari diversi si possa dividere in parti che abbiano le caratteristiche di edifici autonomi, il condominio può essere sciolto e i comproprietari di ciascuna parte possono costituirsi in condominio separato.
Lo scioglimento è deliberato dall'assemblea con la maggioranza prescritta dal secondo comma dell'art. 1136 del codice, o è disposto dall'autorità giudiziaria su domanda di almeno un terzo dei comproprietari di quella parte dell'edificio della quale si chiede la separazione.

Art. 62 Disp. Att. (Separazione dei condomini)
La disposizione del primo comma dell'articolo precedente si applica anche se restano in comune gli originari partecipanti alcune delle cose indicate dall'art. 1117 del codice.
Qualora la divisione non possa attuarsi senza modificare lo stato delle cose e occorrano opere per la sistemazione diversa dei locali o delle dipendenze tra i condomini, lo scioglimento del condominio deve essere deliberato dall'assemblea con la maggioranza prescritta dal quinto comma dell'art. 1136 del codice stesso.

Art. 1118 C.C. (Diritti dei partecipanti sulle cose comuni)
Il diritto di ciascun condomino sulle cose indicate dall'articolo precedente è proporzionato al valore del piano o porzione di piano che gli appartiene, se il titolo non dispone altrimenti.
Il condomino non può, rinunziando al diritto sulle cose anzidette, sottrarsi al contributo nelle spese per la loro conservazione.

Art. 1102 C.C. (Uso della cosa comune)
Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa.
Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso.

Art. 1119 C.C. (Indivisibilità)
Le parti comuni dell'edificio non sono soggette a divisione, a meno che la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l'uso della cosa a ciascun condomino.

Art. 1120 C.C. (Innovazioni)
I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell'art. 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all'uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni.
Sono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, chc ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell'edificio inservibili all'uso o al godimento anche di un solo condomino.

Art. 1121 C.C. (Innovazioni gravose o voluttuarie)
Qualora l'innovazione importi una spesa molto gravosa o abbia carattere voluttuario rispetto alle particolari condizioni e all'importanza dell'edificio, e consista in opere, impianti o manufatti suscettibili di utilizzazione separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa.
Se l'utilizzazione separata non è possibile, l'innovazione non è consentita, salvo che la maggioranza dei condomini che l'ha deliberata o accettata intenda sopportarne integralmente la spesa.
Nel caso previsto dal primo comma i condomini e i loro eredi o aventi causa possono tuttavia, in qualunque tempo, partecipare ai vantaggi dell'innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell'opera.

Art. 1122 C.C. (Opere sulle parfi dell'edificio di proprietà comune)
Ciascun condomino, nel piano o porzione di piano di sua proprietà, non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni dell'edificio.

Art. 1123 C.C. (Ripartizione delle spese)
Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione.
Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne.
Qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell'intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità.

Art. 1124 C.C. (Manutenzione e ricostruzione delle scale)
Le scale sono mantenute e ricostruite dai proprietari dei diversi piani a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piano, e per l'altra metà in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo.
Al fine del concorso nella metà della spesa, che è ripartita in ragione del valore, si considerano come piani le cantine, i palchi morti, le soffitte o camere a tetto e i lastrici solari, qualora non siano di proprietà comune.

Art. 1125 C.C. (Manutenzione e ricostruzione dei soffitti delle volte e dei solai)
Le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai sono sostenute in parti eguali dai proprietari dei due piani l'uno all'altro sovrastanti, restando a carico del proprietario del piano supenore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano inferiore l'intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto.

Art. 1126 C.C. (Lastrici solari di uso esclusivo)
Quando l'uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l'uso esclusivo sono tenuti a contribuire per un terzo nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri due terzi sono a carico di tutti i condomini dell'edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno.

Art. 1127 C.C. (Costruzione sopra l'ultimo piano dell'edificio)
Il proprietano dell'ultimo piano dell'edificio può elevare nuovi piani o nuove fabbriche, salvo che risulti altrimenti dal titolo. La stessa facoltà spetta a chi è proprietario esclusivo del lastrico solare.
La sopraelevazione non è ammessa se le condizioni statiche dell'edificio non la consentono.
I condomini possono altresi opporsi alla sopraelevazione, se questa pregiudica l'aspetto architettonico dell'edificio ovvero diminuisce notevolmente l'aria o la luce dei piani sottostanti.
Chi fa la sopraelevazione deve corrispondere agli altri condomini un'indennità pari al valore attuale dell'area libera da occuparsi con la nuova fabbrica, diviso per il numero dei piani, ivi compreso quello da edificare, e detratto l'importo della quota a lui spettante. Egli è inoltre tenuto a ricostruire il lastrico solare di cui tutti o parte dei condomini avevano il diritto di usare.

Art. 1128 C.C. (Perimento totale o parziale dell'edificio)
Se l'edificio perisce interamente o per una parte che rappresenti i tre quarti del suo valore, ciascuno dei condomini può richiedere la vendita all'asta del suolo e dei materiali, salvo che sia stato diversamente convenuto.
Nel caso di perimento di una parte minore, l'assemblea dei condomini delibera circa la ricostruzione delle parti comuni dell'edificio, e ciascuno è tenuto a concorrervi in proporzione dei suoi diritti sulle parti stesse.
L'indennità corrisposta per l'assicurazione relativa alle parti comuni è destinata alla ricostruzione di queste.
Il condomino che non intende partecipare alla ricostruzione dell'edificio è tenuto a cedere [2932] agli altri condomini i suoi diritti, anche sulle parti di sua esclusiva proprietà, secondo la stima che ne sarà fatta, salvo che non preferisca cedere i diritti stessi ad alcuni soltanto dei condomini.

Art.1129 C.C. (Nomina e revoca dell'amministratore)
Quando i condomini sono più di quattro, I'assemblea nomina un amministratore. Se l'assemblea non provvede, la nomina è fatta dall'autorità giudiziaria, su ricorso di uno o più condomini.
L'amministratore dura in carica un anno e può essere revocato in ogni tempo dall'assemblea.
Può altresi essere revocato dall'autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, oltre che nel caso previsto dall'ultimo comma dell'art.1131, se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità.
La nomina e la cessazione per qualunque causa dell'amministratore dall'ufficio sono annotate in apposito registro.

Art. 71 Disp. Att. (Registro delle deliberazioni)
Il registro indicato dal quarto comma dell'art. 1129 e dal terzo comma dell'art. 1138 del codice è tenuto presso l'associazione professionale dei proprietari di fabbricati.

Art. 64 Disp. Att. (Procedura per la revoca dell'amministratore)
Sulla revoca dell'amministratore, nei casi indicati dal terzo comma dell'art. 1129 e dall'ultimo comma dell'art. 1131 del codice, il tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l'amministratore medesimo.
Contro il provvedimento del tribunale può essere proposto reclamo alla corte d'appello nel termine di dieci giorni dalla notificazione.

Art. 1130 C.C. (Attribuzioni dell'amministratore)
L'amministratore deve:

eseguire le deliberazioni dell'assemblea dei condomini e curare l'osservanza del regolamento di condominio;
disciplinare l'uso delle cose comuni e la prestazione dei servizi nell'interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a tutti i condomini;
riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinana delle parti comuni dell'edificio e per l'esercizio dei servizi comuni;
compie gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comunidell'edificio.
Egli, alla fine di ciascun anno, deve rendere il conto della sua gestione.

Art. 63 Disp. Att. (Riscossione contributi - Condomino subentrante - mora nei pagamenti)
Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea, l'amministratore può ottenere decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione.
Chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato, solidalmente con questo, al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente.
In caso di mora nel pagamento dei contributi, che si sia protratta per un semestre, l'amministratore, se il regolamento di condominio ne contiene l'autorizzazione, può sospendere al condomino moroso l'utilizzazione dei servizi comuni che sono suscettibili di godimento separato.

Art. 1131 C.C. (Rappresentanza)
Nei limiti delle attribuzioni stabilite dall'articolo precedente o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di condominio o dall'assemblea, l'amministratore ha la rappresentanza dei partecipanti e può agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi.
Può essere convenuto in giudizio per qualunque azione concernente le parti comuni dell'edificio; a lui sono notificati i provvedimenti dell'autorità amministrativa che si riferiscono allo stesso oggetto.
Qualora la citazione o il provvedimento abbia un contenuto che esorbita dalle attribuzioni dell'amministratore, questi è tenuto a darne senza indugio notizia all'assemblea dei condomini.
L'amministratore che non adempie quest'obbligo può essere revocato ed è tenuto al risarcimento dei danni.

Art. 1132 C.C. (Dissenso dei condomini rispetto alle liti)
Qualora l'assemblea dei condomini abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere a una domanda, il condomino dissenziente, con atto notificato all'amministratore, può separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza. L'atto deve essere notificato entro trenta giorni da quello in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione.
Il condomino dissenziente ha diritto di rivalsa per ciò che abbia dovuto pagare alla parte vittoriosa.
Se l'esito della lite è stato favorevole al condominio, il condomino dissenziente che ne abbia tratto vantaggio è tenuto a concorrere nelle spese del giudizio che non sia stato possibile ripetere dalla parte soccombente.

Art. 65 Disp. Att. (Nomina del curatore speciale in mancanza dell'amministratore)
Quando per qualsiasi causa manca il legale rappresentante dei condomini, chi intende iniziare o proseguire una lite contro i partecipanti a un condominio può richiedere la nomina di un curatore speciale ai sensi dell'art. 80 del codice di procedura civile.
Il curatore speciale deve senza indugio convocare l'assemblea dei condomini per avere istruzioni sulla condotta della lite.

Art. 1105 C.C. (Amministrazione)
Tutti i partecipanti hanno diritto di concorrere nell'amministrazione della cosa comune.
Per gli atti di ordinaria amministrazione le deliberazioni della maggioranza dei partecipanti, calcolata secondo il valore delle loro quote, sono obbligatorie per la minoranza dissenziente.
Per la validità delle deliberazioni della maggioranza si richiede che tutti i partecipanti siano stati preventivamente informati dell'oggetto della deliberazione.
Se non si prendono i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere alla autorità giudiziaria. Questa provvede in camera di consiglio e può anche nominare un amministratore.

Art. 1133 C.C. (Provvedimenti presi dall'amministratore)
I provvedimenti presi dall'amministratore nell'ambito dei suoi poteri sono obbligatori per i condomini. Contro i provvedimenti dell'amministratore è ammesso ricorso all'assemblea, senza pregiudizio del ricorso all'autorità giudiziaria nei casi e nel termine previsti dall'art. 1137.

Art. 1134 C.C. (Spese fatte dal condomino)
Il condomino che ha fatto spese per le cose comuni senza autorizzazione dell'amministratore o dell'assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente.

Art. 1135 C.C. (Attribuzioni dell'assemblea dei condomini)
Oltre a quanto è stabilito dagli articoli precedenti, l'assemblea dei condomini provvede:

alla conferma dell'amministratore e dell'eventuale sua retribuzione;
all'approvazione del preventivo delle spese occorrenti durante l'anno e alla relativa ripartizione tra i condomini;
all'approvazione del rendiconto annuale dell'amministratore e all'impiego del residuo attivo della gestione;
alle opere di manutenzione straordinaria, costituendo, se occorre, un fondo speciale.
L'amministratore non può ordinare lavori di manutenzione straordinaria, salvo che rivestano carattere urgente, ma in questo caso deve riferirne nella prima assemblea.

Art. 66 Disp. Att. (Convocazione dell'assemblea in via straordinaria)
L'assemblea, oltre che annualmente in via ordinaria per le deliberazioni indicate dall'art. 1135 del codice, può essere convocata in via straordinaria dall'amministratore quando questi lo ritiene necessario o quando ne è fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell'edificio. Decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, i detti condomini possono provvedere direttamente alla convocazione.
In mancanza dell'amministratore, l'assemblea tanto ordinaria quanto straordinaria può essere convocata a iniziativa di ciascun condomino.
L'avviso di convocazione deve essere comunicato ai condomini almeno cinque giorni prima della data fissata per l'adunanza.

Art. 1136 C.C. (Costituzione dell'assemblea e validità delle deliberazioni)
L'assemblea è regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino i due terzi del valore dell'intero edificio e due terzi dei partecipanti al condominio.
Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio.
Se l'assemblea non può deliberare per mancanza di numero, l'assemblea di seconda convocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima e in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima, la deliberazione è valida se riporta un numero di voti che rappresenti il terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell'edificio.
Le deliberazioni che concernono la nomina e la revoca dell'amministratore o le liti attive e passive relative a materie che esorbitano dalle attribuzioni dell'amministratore medesimo, nonché le deliberazioni che concernono la ricostruzione dell'edificio o riparazioni straordinarie di notevole entità devono essere sempre prese con la maggioranza stabilita dal secondo comma.
Le deliberazioni che hanno per oggetto le innovazioni previste dal primo comma dell'articolo 1120 devono essere sempre approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza dei partecipanti al condominio e i due terzi del valore dell'edificio.
L'assemblea non può deliberare, se non consta che tutti i condomini sono stati invitati alla riunone.
Delle deliberazioni dell'assemblea si redige processo verbale da trascriversi in un registro tenuto dall'amministratore.

Art. 67 Disp. Att. (Rappresentanza dei condomini in assemblea - Usufruttuario)
Ogni condomino può intervenire all'assemblea anche a mezzo di rappresentante.
Qualora un piano o porzione di piano dell'edificio appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nella assemblea, che è designato dai comproprietari interessati; in mancanza provvede per sorteggio il presidente.
L'usufruttuario di un piano o porzione di piano dell'edificio esercita il diritto di voto negli affari che attengono all'ordinaria amministrazione e al semplice godimento delle cose e dei servizi comuni.
Nelle deliberazioni che riguardano innovazioni, ricostruzioni od opere di manutenzione straordinaria delle parti comuni dell'edificio il diritto di voto spetta invece al proprietario.

Art. 10 L. 27 luglio 1978 n. 392 (Partecipazione del conduttore)
Il conduttore ha diritto di voto, in luogo del proprietario dell'appartamento locatogli, nelle delibere dell'assemblea condominiale relative alle spese e alla modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d'aria. Egli ha inoltre diritto di intervenire, senza diritto di voto, sulle delibere relative alla modificazione degli altri servizi comuni.
La disciplina di cui al primo comma si applica anche qualora si tratti di edificio non in condominio. In tale ipotesi i conduttori si riuniscono in apposita assemblea convocata dal proprietario dell'edificio o da almeno tre conduttori.
Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del codice civile sull'assemblea dei condomini.

Art. 1137 C.C. (Impugnazione delle deliberazioni dell'assemblea)
Le deliberazioni prese dall'assemblea a norma degli articoli precedenti sono obbligatorie per tutti i condomini.
Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio ogni condomino dissenziente può fare ricorso all'autorità giudiziaria, ma il ricorso non sospende l'esecuzione del provvedimento, salvo che la sospensione sia ordinata dall'autorità stessa.
Il ricorso deve essere proposto, sotto pena di decadenza, entro trenta giorni, che decorrono dalla data della deliberazione per i dissenzienti e dalla data di comunicazione per gli assenti.

Art. 1138 C.C. (Regolamento di condominio)
Quando in un edificio il numero dei condomini è superiore a dieci, deve essere formato un regolamento, il quale contenga le norme circa l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell'edificio e quelle relative all'amministrazione.
Ciascun condomino può prendere l'iniziativa per la formazione del regolamento di condominio o per la revisione di quello esistente.
Il regolamento deve essere approvato dall'assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell'articolo 1136 e trascritto nel registro indicato dall'ultimo comma dell'art. 1129. Esso può essere impugnato a norma dell'art. 1107.
Le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino, quali risultano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni, e in nessun caso possono derogare alle disposizioni degli artt.1118 secondo comma, 1119, 1120, 1129, 1131, 1132, 1136 e 1137.

Art. 1107 C.C. (Impugnazione del regolamento) - Ciascuno dei partecipanti dissenzienti può impugnare davanti all'autorità giudiziaria il regolamento della comunone entro trenta giorni dalla deliberazione che lo ha approvato. Per gli assenti il termine decorre dal giorno in cui è stata loro comunicata la deliberazione. L'autorità giudiziaria decide con unica sentenza sulle opposizioni proposte.
Decorso il termine indicato dal comma precedente senza che il regolamento sia stato impugnato, questo ha effetto anche per gli eredi e gli aventi causa dai singoli partecipanti.

Art. 68 Disp. Att. (Attribuzione del valore alle quote di proprietà)
Per gli effetti indicati dagli artt. 1123, 1124, 1126 e 1136 del codice, il regolamento di condominio deve precisare il valore proporzionale di ciascun piano o di ciascuna porzione di piano spettante in proprietà esclusiva ai singoli condomini.
I valori dei piani o delle porzioni di piano, ragguagliati a quello dell'intero edificio, devono essere espressi in millesimi in apposita tabella allegata al regolamento di condominio.
Nell'accertamento dei valori medesimi non si tiene conto del canone locatizio, dei miglioramenti e dello stato di manutenzione di ciascun piano o di ciascuna porzione di piano.

Art. 69 Disp. Att. (Revisione quote comproprietà)
I valori proporzionali dei vari piani o porzioni di piano possono essere riveduti o modificati, anche nell'interesse di un solo condomino, nei seguenti casi:

1) quando risulta che sono conseguenza di un errore;
2) quando, per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza della sopraelevazione di nuovi piani, di espropriazione parziale o di innovazioni di vasta portata, è notevolmente alterato il rapporto originario tra i valori dei singoli piani o porzioni di piano.
Art. 70 Disp. Att.
Per le infrazioni al regolamento di condominio può essere stabilito, a titolo di sanzione, il pagamento di una somma fino a lire cento. La somma è devoluta al fondo di cui l'amministratore dispone per le spese ordinarie.

Art. 72 Disp. Att. I regolamenti di condominio non possono derogare alle disposizioni dei precedenti artt. 63, 66, 67 e 69.

Art.155 Disp. Att. (Revisione del regolamento)
Le disposizioni concernenti la revisione dei regolamenti di condominio e la trascrizione di essi si applicano anche ai regolamenti formati prima del 28 ottobre 1941.
Cessano di avere effetto le disposizioni dei regolamenti di condominio che siano contrari alle norme richiamate nell'ultimo comma dell'art. 1138 del C.C. e nell'art. 72 di queste disposizioni.

Art. 1139 C.C. (Rinvio alle norme sulla comunone)
Per quanto non è espressamente previsto da questo capo si osservano le norme sulla comunone in generale.

Art. 23 Cod.Proc.Civ. (Foro per le cause fra condomini)
E' competente per le cause fra condomini, il giudice del luogo ove si trovano i beni comuni o la maggior parte di essi.
Tale norma si applica anche dopo lo scioglimento della società o del condominio, purchè la domanda sia proposta entro un biennio dalla divisione

Regolamento d'attuazione, approvato al Congresso di Napoli il 21.06.2008

R E G O L A M E N T O

TITOLO I

COSTITUZIONE – SEDE – SCOPI E FINALITA’

Art. 1 COSTITUZIONE –SEDE

La sede legale è in Roma, Via Cola di Rienzo, 111.

L’eventuale spostamento della sede legale, all’interno della città di Roma, sarà deliberata a maggioranza dal Consiglio Nazionale.

Art. 2 SCOPI e FINALITA’

Per il perseguimento degli scopi Associativi si potrà :

a) stabilire, mediante propri rappresentanti, collegamenti con altre Associazioni di Amministratori Immobiliari operanti in ambito comunitario e mondiale;

b) istituire speciali elenchi per giovani amministratori e praticanti;

c) curare in proprio od attraverso terzi, pubblicazioni anche periodiche o notiziari;

d) promuovere la costituzione di una cassa nazionale di previdenza per amministratori di immobili o stipulare accordi con istituti già esistenti.

e) costituire un fondo di garanzia fidejussoria e stipulare copertura assicurativa per la responsabilità civile professionale degli amministratori, a tutela della clientela e della immagine della categoria.

f) promuovere l’aggiornamento professionale, mediante idonee istituzioni scientifiche e costanti informazioni ai propri associati.

g) promuovere l’avviamento e la formazione dei dipendenti dei propri associati e dei condomini..

h) promuovere e/o partecipare alla gestione di organismi didattici anche a livello universitario;

i) promuovere l’istituzione di corsi per l’avviamento alla professione.


TITOLO II

ASSOCIATI – DIRITTI E DOVERI

Art. 3 – ASSOCIATI

L’iscrizione all’Associazione deve essere richiesta con domanda scritta su modulo unico nazionale alla Sede Provinciale nella quale il socio intende essere iscritto.

In elenco speciale, senza diritto di voto, possono essere iscritte società o studi associati costituiti per l’esercizio della professione, purché i soci che al loro interno esplicano l’attività di amministratore immobiliare siano iscritti all’associazione.

La quota di iscrizione e la quota associativa annuale sarà stabilita dal consiglio nazionale e può essere differenziata tra persone fisiche, persone giuridiche di varia natura e associazioni professionali.

Il requisito del diploma di scuola media superiore può essere eccezionalmente surrogato, su proposta della sede provinciale e a discrezione della Giunta Nazionale, dalla dimostrazione di aver esercitato professionalmente l’attività di amministratore condominiale e immobiliare.

Art. 3.1 – ELENCO SOCI PRINCIPIANTI

Coloro che iniziano l’attività o che si stanno avviando alla professione possono essere iscritti nell’elenco Soci Principianti, ove dimostrino di essere in possesso dei requisiti di cui alle lettere a, b, c, d, e dell’art. 3 dello Statuto.

L’iscrizione in tale elenco è consentita fino a che l’attività non divenga continuativa e professionale e non può comunque durare più di tre anni.

Essa comporta la riduzione del 50% della quota associativa.

L’iscrizione da diritto al rilascio della tessera, alle coperture assicurative, all’acquisizione dei crediti formativi ed alla ricezione della rivista.

Il Socio principiante non ha diritto di voto.

Il Presidente Provinciale vigila in merito alla continuità dei requisiti per la permanenza nell’elenco.

Art. 3.2 – ELENCO DEI SOCI ONORARI

La Segreteria Nazionale dovrà tenere apposito elenco dei soci onorari nominati nelle singole provinciali.

I soci onorari sono esentati dal versamento dei contributi associativi e non hanno diritto di voto.

Art. 3.3 – ISCRIZIONE ALLA ASSOCIAZIONE

L’iscrizione si intende efficace con il versamento delle quote Nazionali, Regionali e Provinciali.

L’iscrizione all’ANACI è incompatibile, con l’appartenenza ad altre associazioni di amministratori di condomini ed immobili o in generale di organismi che, anche seppure parzialmente, perseguono gli stessi scopi dell’ANACI.

Per “altra associazione” deve intendersi qualsiasi forma di aggregazione collettiva tra amministratori, compresi elenchi di qualsiasi tipo ad eccezione di quelli presso i Comuni, le Regioni, le Camere di Commercio e i Tribunali.

Le domande di iscrizione devono essere inoltrate a cura del Presidente Provinciale alla Segreteria Nazionale e Regionale utilizzando l’apposito modulo nazionale, reperibile presso le Sedi Provinciali.

L’aspirante associato deve essere esaminato da una Commissione tecnico-giuridica composta in misura prevalente da docenti dei Corsi di Formazione.

I professionisti che svolgono l’attività da almeno cinque anni possono essere iscritti previo colloquio con dirigenti provinciali all’uopo delegati.

Spetta al Consiglio Provinciale la nomina della commissione esaminatrice ed il Presidente Regionale ha diritto ad assistere alle sessioni di esame o di inviare un proprio delegato.

Il Presidente Provinciale deve verificare la sussistenza dei requisiti di cui alle precedenti disposizioni ai fini della iscrizione dei nuovi associati, ne certifica l’ammissione sia sul modulo di richiesta che sulla scheda individuale da inviarsi entro dieci giorni alla Segreteria Nazionale unitamente alla quota di iscrizione ed al contributo associativo

In caso di mancata ammissione da parte del Presidente Provinciale, l’aspirante socio può inoltrare appello al Collegio Regionale dei Probiviri.

Il numero di matricola deve essere rilasciato della Segreteria Nazionale entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione del Presidente Provinciale.

Art. 3.4 – OBBLIGHI E DOVERI

L’associato è tenuto ad osservare le deliberazioni dei competenti organi associativi e, nel caso di attività svolta in luogo diverso a quello di iscrizione, deve fare riferimento alle deliberazioni del Consiglio Provinciale ove sta operando.

Art. 4 – CONTRIBUTO ASSOCIATIVO

Il mancato versamento del contributo associativo entro i termini previsti dall’art. 4 dello Statuto comporta la perdita della qualità di associato e di tutti i diritti derivanti dall’appartenenza alla Associazione. Dal 1° marzo la riammissione all’Associazione avviene in modo automatico con il versamento del contributo associativo annuale oltre alla quota di nuova iscrizione.

Coloro che non avranno regolarizzato la propria posizione entro il 31 dicembre, potranno essere riammessi negli anni successivi con il pagamento dei contributi delle annualità pregresse oltre chiaramente alla quota di iscrizione.

I dirigenti dell’Associazione che non provvedono al pagamento della propria quota entro il mese di febbraio decadono comunque dalla carica e l’eventuale regolarizzazione della posizione economica non è titolo per la riammissione nella stessa.

Il Tesoriere Provinciale deve trasmettere immediatamente alla tesoreria Nazionale ed a quella Regionale i contributi associativi dei nuovi iscritti, con la copia del modulo di iscrizione, di competenza della Sede Nazionale.

I Presidenti Provinciali e Regionali hanno rispettivamente l’incarico di sovrintendere al puntuale assolvimento dell’adempimento di cui sopra

La violazione di tale obbligo comporterà la sospensione dei rispettivi Tesorieri e la censura dei Presidenti.

Art. 5 - PERDITA DELLA QUALITA' DI ASSOCIATO

La perdita della qualità di associato comporta l’obbligo di restituzione dell’attestato di iscrizione e del timbro che sono e restano di proprietà dell’Associazione.

I Presidenti Provinciali devono attivarsi per tale restituzione in particolare nei confronti di coloro che continuano nell’attività.


TITOLO III

ORGANIZZAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE E CARICHE ASSOCIATIVE

Art.6 – ORGANIZZAZIONE: CONVOCAZIONE DEGLI ORGANI COLLEGIALI

Salvo diverse indicazioni gli Organi Collegiali sono convocati dai loro Presidenti mediante avviso di convocazione contenente l’ordine del giorno.

La convocazione deve essere spedita tramite raccomandata, fax o e-mail almeno dieci giorni prima della riunione.

Art.7 – CARICHE ASSOCIATIVE: ADEMPIMENTI

I nominativi degli eletti alle cariche associative ed ai Consigli Regionali e Provinciali devono essere comunicati alla Presidenza Nazionale entro venti giorni dalla loro elezione.

Il Segretario Nazionale provvede a darne informazione al Presidente del Collegio Nazionale dei Probiviri.

Il Commissario ha il compito di gestire la sede commissariata e di convocare, entro i limiti di tempo previsti dal decreto di commissariamento, l’assemblea per il rinnovo delle cariche.

Art. 8 – CARICHE ASSOCIATIVE: COMPENSI AI DIRIGENTI E RIMBORSI SPESE

E’ esclusa ogni determinazione di compenso ai dirigenti effettuata a posteriori.

Il rimborso delle spese sostenute dai Dirigenti o dai Soci è ammesso purché si tratti di attività che siano contemplate dallo Statuto o che siano state richieste dai competenti Organi.

La Giunta Nazionale determina i criteri per la liquidazione dei rimborsi delle spese.

Art. 9 – CARICHE ASSOCIATIVE : INCOMPATIBILITA’

Gli associati, che ricoprono cariche a qualsiasi livello nelle associazioni della proprietà, non possono ricoprire cariche all’interno dell’associazione.

Il Collegio Nazionale dei Probiviri, nel momento in cui riceve dal Segretario Nazionale la comunicazione delle nomine, ha il compito di controllo in merito ad eventuali casi di incompatibilità.

In caso di decadenza gli organi di competenza provvederanno ad attivare le procedure per la sostituzione.

Art. 10 - CARICHE ASSOCIATIVE: DIMISSIONI – ESPULSIONE – REVOCA – DECESSO

I Vicari che assumono le funzioni ad interim del presidente debbono provvedere entro 30 giorni agli atti necessari per le nuove nomine. In caso di dimissioni e/o impedimento permanente delle altre cariche i responsabili degli organi di competenza devono attivarsi per le nuove nomine entro gli stessi termini.

L’espulsione dalla Associazione o il venire meno della qualità di Associato comporta automaticamente la decadenza dalle cariche.

1) Il Consiglio Nazionale, con la maggioranza dei due terzi degli aventi diritto, può richiedere la convocazione di congresso straordinario per l’eventuale revoca delle cariche di competenza congressuale e per le relative nuove nomine.

2) Gli organi collegiali, con la maggioranza dei due terzi degli aventi diritto, possono revocare le cariche di propria competenza e provvedere alle nuove nomine.

Art. 11 – ORGANIZZAZIONE NAZIONALE

Rinvio allo statuto

Art. 12 – ORGANIZZAZIONE DELLE SEDI REGIONALI

Rinvio allo statuto

Art. 13 – ORGANIZZAZIONE DELLE SEDI PROVINCIALI

Rimangono in essere le Sedi Comunali ed Intercomunali costituite prima del 31 marzo 1996, ed avranno le medesime rappresentanze organizzative delle Sedi Provinciali.

Lo scioglimento e la confluenza nella Sede Provinciale potranno essere deliberate con la maggioranza degli iscritti della Sede Comunale ed Intercomunale.


TITOLO IV

ORGANIZZAZIONE A LIVELLO NAZIONALE

Art. 14 - CONGRESSO NAZIONALE: COMPOSIZIONE

I delegati al Congresso vengono eletti nelle rispettive Assemblee Provinciali in ragione di un delegato ogni 50 associati o frazione superiore a 20.

Gli eventuali resti verranno conteggiati nell’ambito di ciascuna Regione e i Delegati risultanti dal loro calcolo verranno distribuiti tra le Sedi Provinciali, in ragione della entità dei rispettivi resti.

Si intendono associati agli effetti congressuali e agli effetti delle assemblee per la nomina dei delegati, gli iscritti in regola con i versamenti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente il congresso.

Art. 15 - CONGRESSO NAZIONALE: CONVOCAZIONE

Il Congresso viene convocato dal Presidente Nazionale mediante avviso spedito per raccomandata ai suoi componenti almeno trenta giorni prima dalla data fissata.

L’avviso dovrà contenere l’elenco degli argomenti che potranno essere messi in discussione.

La comunicazione agli associati potrà essere effettuata mediante la pubblicazione sulla Rivista Nazionale e la contestuale pubblicazione sul sito internet della sede nazionale.

Nel caso l’informazione venga trasmessa tramite la Rivista questa dovrà essere posta in distribuzione almeno sessanta giorni prima la data del Congresso.

Per il Congresso Ordinario i Presidenti Provinciali dovranno indire le assemblee dei Consigli Provinciali per il rinnovo degli organi provinciali in modo che entro il 15 febbraio ne venga trasmessa comunicazione ai rispettivi Presidenti Regionali ed al Segretario Nazionale.

I Presidenti Regionali dovranno convocare il Consiglio Regionale per il rinnovo degli Organi Regionali e per l’elezione dei Consiglieri Nazionali in modo che entro il 15 marzo ne venga trasmessa comunicazione al Segretario Nazionale.

Decorsi inutilmente tali termini, i Presidenti degli Organi superiori o loro delegati dovranno attivarsi per le nomine di cui sopra entro i successivi 10 giorni.

Art. 16 CONGRESSO: COSTITUZIONE LAVORI PREPARATORI

La Verifica Poteri è effettuata da apposita commissione composta dal Segretario Nazionale, dal Tesoriere Nazionale e da un numero minimo di tre altri componenti scelti dalla Giunta Nazionale.

E’ presieduta dal Segretario Nazionale e in sua assenza dal Tesoriere Nazionale.

Trenta giorni prima della data fissata per il Congresso il Tesoriere Nazionale deve inviare alla Commissione l’elenco degli Associati in regola con il pagamento delle quote ed il Segretario Nazionale deve inviare l’elenco dei componenti elettivi e di diritto distinti per Provincia e per Regione.

All’inizio del Congresso, la Commissione verifica la partecipazione dei congressisti e determina per iscritto i quorum richiesti dal vigente Statuto per ciascuno degli argomenti inseriti all’ordine del giorno.

Art. 17 - CONGRESSO NAZIONALE: SVOLGIMENTO DEI LAVORI E VOTAZIONI

Gli scrutatori, nominati dal Congresso, potranno chiedere la collaborazione di altri congressisti.

Il Congressista, portatore di deleghe, non può trasferirle ad altri per tutta la durata del Congresso, ma, in caso di allontanamento anche temporaneo, può rilasciare la propria delega ad altro Congressista avente diritto al voto.

Il Presidente del Congresso, sentita l’Assemblea, stabilisce, per ogni delibera, se il voto debba essere espresso in modo segreto o palese, ed in tal caso per alzata di mano o per appello nominale.

Il verbale dei lavori della Commissione verifica poteri e quello del Congresso devono essere trasmessi in copia al Presidente del Collegio Nazionale dei Probiviri.

Art. 18 CONGRESSO: ATTRIBUZIONI

Per le elezioni del Presidente del Segretario e del Tesoriere, se dopo la seconda votazione non viene raggiunto il quorum necessario, si procederà al ballottaggio tra i due candidati che avranno ottenuto i maggiori consensi.

Art. 19 - CONSIGLIO NAZIONALE: CONVOCAZIONE – COSTITUZIONE

Il consiglio nazionale è convocato dal Presidente Nazionale, di sua iniziativa o su richiesta di almeno un terzo dei suoi componenti.

La convocazione deve essere inviata agli aventi diritto tramite raccomandata, fax o e-mail almeno venti giorni prima della data fissata.

E’ demandata alla Segreteria Nazionale la verifica delle presenze.

Ogni consigliere può essere portatore di tre deleghe.

Il consiglio nazionale deve essere convocato almeno due volte all’anno.

Art. 20 – CONSIGLIO NAZIONALE: ATTRIBUZIONI

La nomina del Direttore del Centro Studi avviene su proposta del Presidente Nazionale

Art. 21 – CONSIGLIO NAZIONALE: VOTAZIONI – DECADENZA

Si rimanda allo Statuto.

Art. 22 – PRESIDENTE E VICE PRESIDENTI NAZIONALI

Il Presidente, per gli atti associativi, può delegare oltre il Vicario ed i Vice Presidenti, altri componenti la Giunta.

Per casi particolari può delegare qualsiasi associato.

Può decretare il commissariamento di Sedi Regionali, Provinciali od Intercomunali per un periodo da tre mesi ad un massimo di dodici.

Rientra nel suo potere proporre alla Giunta l’istituzione e la composizione di specifiche commissioni di lavoro, definendone i termini, gli ambiti ed i compiti.

Può convocare direttamente le assemblee regionali, provinciali ed intercomunali eventualmente delegando all’uopo un membro della Giunta o del Consiglio dei Presidenti Regionali.

La nomina dei Consiglieri Nazionali a vita avviene mediante emissione da parte del Presidente nazionale dei relativo decreto che dovrà contenere la motivazione.

Art.23 – PRESIDENTI NAZIONALI ONORARI

La nomina congressuale per acclamazione deve essere intesa nel senso che nessuno dissenta.

Art. 24 – SEGRETARIO NAZIONALE

Trasmette, unitamente alla convocazione del Consiglio, il Bilancio Consuntivo e Preventivo, nonché la relazione del Collegio dei Revisori dei conti.

Redige i verbali della Giunta, del Consiglio Nazionale e del consiglio dei Presidenti Regionali avvalendosi anche di collaboratori esterni.

Acquisisce dalle Sedi Provinciali e Regionali le notizie sulle iniziative culturali e scientifiche ed i relativi studi ed elaborati che dovranno essere raccolti presso la sede nazionale.

Vigila sulle convocazioni dei Consigli Regionali e delle Assemblee provinciali ed acquisisce i verbali relativi riferendone al Presidente Nazionale.

Entro 10 giorni dall’approvazione, trasmette al Collegio Nazionale dei Probiviri ogni modifica allo Statuto ed al Regolamento di attuazione e cura che le stesse vengano pubblicate sul primo numero in stampa della rivista.

Può delegare alcuni suoi compiti ad associato di fiducia sentita la giunta nazionale

Art. 25 - TESORIERE NAZIONALE

In occasione di approvazione di spese da parte della Giunta o del Consiglio Nazionale, deve attestare la disponibilità dei singoli capitoli di spesa detratte le somme già impegnate.

Trimestralmente invia ai Componenti la Giunta la situazione finanziaria dell’esercizio.

Entro il 30 aprile deve trasmettere al Segretario Nazionale i nominativi dei soci che risultano morosi.

Art. 26 – GIUNTA NAZIONALE

Esamina il bilancio preventivo e quello consuntivo predisposti dal Tesoriere Nazionale prima della relativa presentazione al Consiglio Nazionale

Discute le relazioni trimestrali del Segretario e del Tesoriere sull’andamento dell’Associazione.

Qualora il Presidente o la maggioranza della Giunta lo ritengano necessario possono essere invitati alle sue riunioni, senza diritto di voto:

a) il Direttore Responsabile della Rivista;

b) il Direttore del Centro Studi;

c) l’eventuale delegato del presidente per i rapporti con le Associazioni ed Istituzioni estere;

d) il Presidente dei Revisori dei Conti o altro componente del Collegio da lui delegato.

Il Presidente propone le deleghe per gli incarichi ai singoli componenti la Giunta stessa.

Le riunioni di Giunta devono essere convocate almeno ogni 60 giorni, mese di agosto escluso, e deve essere predisposto un calendario annuale.

La maggioranza dei suoi componenti può richiedere la sua convocazione al Presidente, che dovrà provvedervi entro 15 giorni.

La Giunta, in caso di particolari necessità e con la maggioranza degli aventi diritto può deliberare di trasferire, all’interno del bilancio preventivo, importi resisi disponibili tra i capitoli di spesa. e dovrà darne informazione alla prima riunione del Consiglio Nazionale.

L’avviso di convocazione ai componenti di Giunta deve essere inviato almeno 10 giorni prima della riunione.

In caso di risultato in parità nelle votazioni prevale il voto del Presidente.

Il verbale di Giunta deve essere redatto a cura del Segretario Nazionale o di un addetto della Segreteria e deve essere inviato a tutti i suoi Componenti.

Entro 15 giorni, una sintesi del verbale deve essere pubblicato sul sito Web dell’Associazione (zona riservata ai soci).

Art. 27 – CONSIGLIO DEI PRESIDENTI REGIONALI

Verifica l’attuazione, in campo Regionale, degli indirizzi politici approvati dal Congresso Nazionale.

Sottopone al Consiglio Nazionale eventuali proposte sugli indirizzi politici associativi emersi in campo Provinciale e Regionale.

ART. 28 – COLLEGIO NAZIONALE DEI PROBIVIRI

E’ composto da sette componenti tra i quali viene eletto il Presidente.

Il Collegio esercita le funzioni di cui all’Art. 28 dello Statuto seguendo le procedure degli Art. 53 ultimo comma e 54.

La costituzione ed il funzionamento del Collegio sono regolate altresì dall’Art. 54 di questo Regolamento.

Art. 29 – COLLEGIO NAZIONALE DEI REVISORI DEI CONTI

Il Collegio deve riunirsi almeno due volte all’anno e spetta ad esso controllare la regolarità della gestione finanziaria, la conformità della stessa al bilancio preventivo e la corrispondenza del bilancio consuntivo alle operazioni effettuate.

Deve essere redatto verbale delle sue riunioni, da inviarsi ai componenti la Giunta nel quale deve essere evidenziata la corrispondenza tra le somme impegnate a preventivo e l’effettivo impiego delle risorse economiche dell’Associazione.

Il verbale della riunione di valutazione del consuntivo annuale deve essere allegato all’avviso di convocazione del Consiglio Nazionale.

Art. 30 CENTRO STUDI NAZIONALE

Il Centro Studi Nazionale nel perseguire le direttive politiche associative, collabora con il Presidente, la Giunta, il Consiglio Nazionale ed il Direttore Responsabile della Rivista, legittimati a richiederne pareri ed a curare la diffusione dei suoi elaborati.

Fornisce ai Centri Studi locali le informazioni sulla nuova legislazione e sui nuovi indirizzi giurisprudenziali, nonché sulle altre materie di interesse per la Associazione.

Il Direttore nomina, un coordinatore giuridico ed uno tecnico, i quali faranno parte di diritto del comitato scientifico, previsto dallo statuto.

Coordina le attività scientifiche a livello locale.

Il Centro Studi non ha autonomia economica e le spese ad esso necessarie, nonché gli eventuali compensi per i collaboratori, vengono direttamente erogati dal Tesoriere Nazionale, sulla base del preventivo elaborato dal suo Direttore ed approvato dalla Giunta Nazionale, con relativa relazione sulle attività da realizzare.

La Rivista Nazionale ed il sito Internet Nazionale costituiscono lo strumento primario per le comunicazioni del Centro Studi.

Le personalità esterne alle quali il Centro Studi può fare riferimento devono vantare pubblicazioni od espletare attività didattiche o accademiche nel campo scientifico condominiale.

Il Centro Studi potrà redigere regolamento interno per l’espletamento della sua attività che dovrà essere trasmesso alla Giunta.

Art. 31 – RIVISTA NAZIONALE

Il Presidente Nazionale, quale Direttore Editoriale, in collaborazione con il Direttore Responsabile, può elaborare regolamento interno che dovrà essere trasmesso alla Giunta.

Il Direttore Responsabile, entro 30 giorni dalla sua nomina, deve comunicare alla Giunta Nazionale i nominativi dei Componenti il Comitato di Redazione.


TITOLO V

ORGANIZZAZIONE A LIVELLO REGIONALE

Art. 32 – SEDI REGIONALI

Le sedi devono tenere un conto corrente sul quale fare confluire la gestione finanziaria.

Possono costituire strutture esterne idonee a sviluppare attività anche economiche e/o organizzative finalizzate al raggiungimento degli scopi associativi.

A tal fine dovrà essere rilasciato apposito nulla osta da parte della Giunta Nazionale, previa verifica della conformità degli scopi della struttura esterna, con i compiti istituzionali e gli orientamenti dell’Associazione.

In ogni caso dovrà essere sollevata da ogni responsabilità l’ANACI Nazionale.

Art. 33 – CONSIGLIO REGIONALE: COMPOSIZIONE – COSTITUZIONE - VOTAZIONI

La prima riunione del Consiglio Regionale deve essere convocata dal Presidente Regionale uscente.

In tale riunione devono essere espletate le elezioni per le cariche istituzionali della regione.

In caso di dimissioni, espulsione, revoca o impedimento permanente, il sostituto del Consigliere Regionale viene nominato dal rispettivo Consiglio Provinciale.

Nell’impossibilità del Presidente e del Vice Presidente regionali di convocare e presiedere il Consiglio Regionale, spetta al consigliere anziano sostituirli.

In caso di inadempienza vi potrà provvedere il presidente nazionale od un suo delegato come vi potrà provvedere qualora il Consiglio Regionale non venisse riunito almeno due volte all’anno.

Art. 33/1 – CONSIGLIO REGIONALE: VOTAZIONI

Per la validità delle riunioni occorre la maggioranza degli aventi diritto.

Le delibere vengono assunte con la maggioranza degli intervenuti.

Il Presidente Regionale stabilisce le modalità di ogni votazione: palese o segreta.

Hanno diritto al voto il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario, il Tesoriere e i componenti del Consiglio Regionale eletti ai sensi dell’art. 33 dello Statuto.

Sono ammesse le votazioni per acclamazione.

Per acclamazione si intende che non sussistano voti contrari.

Le delibere vengono assunte con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti.

In caso di parità prevale il voto del Presidente.

Qualora per la nomina del Presidente nessuno dei candidati, abbia raggiunto la maggioranza si procederà ad altra votazione.

In caso di ulteriore parità si riterrà eletto il candidato con maggiore anzianità associativa.

Art. 34 – CONSIGLIO REGIONALE: ATTRIBUZIONI

Le assemblee per la nomina della cariche istituzionali regionali e per la nomina dei consiglieri nazionali devono essere tenute entro il 28 febbraio dell’anno in cui è prevista la convocazione del Congresso Ordinario.

Art. 34/1 – GIUNTA REGIONALE

La Giunta Regionale rappresenta il potere esecutivo dell’Associazione nell’ambito regionale.

Propone al Consiglio Regionale la nomina del:

a) Direttore Responsabile della Rivista,

b) Direttore del Centro Studi regionale,

c) Coordinatore dei rapporti con le altre Associazioni di amministratori, con le Associazioni della proprietà, con i Sindacati degli inquilini e con le rappresentanze dei Consumatori.

d) Coordinatore del Gruppo Giovani.

e) Responsabile della Struttura esterna per lo sviluppo delle attività economiche della Sede Regionale.

E’ composta da:

a) Presidente, che la presiede

b) Vice Presidente

c) Segretario

d) Tesoriere

e) Componenti la Giunta eletti dal Consiglio Regionale con un minimo di uno e comunque in ragione di uno ogni quattrocento Associati.

Il Presidente, ha la facoltà di invitare alle riunioni di giunta senza diritto di voto:

a) Direttore Responsabile della Rivista

b) Direttore del Centro Studi Regionale

c) Coordinatore dei rapporti con le altre Associazioni

d) Presidente dei Revisori dei Conti

e) Coordinatore Regionale del Gruppo Giovani

f) Responsabile della Struttura esterna per lo sviluppo delle attività economiche della Sede Regionale.

Le delibere della Giunta sono valide se approvate dalla maggioranza degli intervenuti.

In caso di parità prevale il voto del Presidente.

All’inizio del suo mandato il Presidente propone le deleghe per gli incarichi ai singoli componenti della Giunta stessa che ad ogni riunione dovranno relazionare sul loro operato.

Art. 34/2 – CENTRO STUDI REGIONALE

Il Centro Studi Regionale, nel perseguire gli indirizzi politici nazionali, assiste il Presidente, la Giunta, il Consiglio Regionale e il Direttore Responsabile della Rivista che sono legittimati a richiederne pareri e a curare la diffusione dei suoi elaborati.

Fornisce ai Presidenti Provinciali e Intercomunali le informazioni sulla nuova legislazione e sui nuovi indirizzi giurisprudenziali, nonché sulle altre materie di interesse per la Associazione.

Coordina le attività scientifiche a livello locale.

Il Centro Studi regionale non ha autonomia economica e le spese ad esso necessarie nonché gli eventuali compensi per i suoi Componenti vengono erogati direttamente dal Tesoriere Regionale, sulla base del preventivo elaborato dal suo Direttore e approvato trimestralmente dalla Giunta Regionale con relativa relazione sulle attività da realizzare.

Il direttore del centro studi regionale è membro di diritto del CSN.

La Rivista Regionale ed il sito Internet Regionale costituiscono lo strumento primario per le comunicazioni del Centro Studi.

I Componenti del Comitato Scientifico del Centro Studi devono avere una esperienza didattica nell’insegnamento della materia condominiale da almeno dieci anni o vantare pubblicazioni o espletare attività professionali o accademiche nel campo scientifico condominiale.

Art. 34/3 – RIVISTA REGIONALE

Il Direttore Responsabile, entro 30 giorni dalla sua nomina, deve comunicare alla Giunta Regionale i nominativi dei Componenti il Comitato di Redazione della Rivista

Art. 34/4 – GRUPPO GIOVANI REGIONALE

Il Rappresentante regionale del Gruppo Giovani coordina le attività dei giovani dell’associazione Regionale e riunisce almeno tre volte all’anno i rispettivi rappresentanti provinciali.

Art. 35 – CONSIGLIO REGIONALE: NOMINA DEI CONSIGLIERI NAZIONALI

L’elezione dei Consiglieri Nazionali avviene sulla base del numero degli Associati della Regione: uno ogni 125 o frazioni superiori a 75.

Qualora il risultato della votazione porti ad un ex equo si procederà ad una seconda votazione.

Nel caso permanga la parità nelle preferenze si provvederà al sorteggio.

Si indica a titolo di esempio quanto riportato nella tabella seguente:

Regione con 76 Associati ha diritto ad avere 1 Consigliere

Regione con 125 Associati ha diritto ad avere 1 Consigliere

Regione con 200 Associati ha diritto ad avere 1 Consigliere

Regione con 201 Associati ha diritto ad avere 1 Consigliere + 1 Consigliere per resto > di 75

Regione con 250 Associati ha diritto ad avere 2 Consiglieri

Regione con 325 Associati ha diritto ad avere 2 Consiglieri

Regione con 326 Associati ha diritto ad avere 2 Consiglieri + 1 Consigliere per resto > di 75:

Art. 36 – PRESIDENTE REGIONALE E VICE PRESIDENTE REGIONALE

Il Presidente Regionale convoca e presiede il Consiglio Regionale.

Trasmette ai Presidenti Provinciali e Intercomunali o direttamente agli Associati della Regione, tramite il Segretario, le informazioni utili per l’attività professionale degli Associati stessi.

Al termine del mandato verifica che le Sedi provinciali ed Intercomunali abbiano indetto le assemblee per il rinnovo delle cariche e, appena possibile, convoca i nuovi componenti del Consiglio Regionale.

Il Presidente Regionale ha il compito di verificare i resti, su base regionale, ai fini dell’attribuzione alle singole Provinciali od Intercomunali dei delegati congressuali, in aggiunta a quelli già eletti dalle singole Assemblee.

Può richiedere al Presidente Nazionale la sospensione di un associato per gravi motivi informando il presidente provinciale territorialmente competente.

Il Vice presidente sostituisce il presidente nelle sue funzioni in caso di impossibilità dello stesso.

Art. 37 – SEGRETARIO REGIONALE

Attua le direttive del Presidente Regionale, cura l’organizzazione della Associazione in campo Regionale.

Trasmette, a tutti i Consiglieri Regionali e alla Segreteria Nazionale, il Bilancio Preventivo ed il Bilancio Consuntivo con relative Relazioni del Collegio Regionale dei Revisori dei Conti, conti con almeno venti giorni di preavviso dalla data del Consiglio Regionale, per la loro approvazione.

Redige il verbale delle assemblee di Giunta e di Consiglio Regionale annotando specificatamente le votazioni avvenute che oltre ai componenti del Consiglio stesso devono essere inviati alla Segreteria Nazionale.

Acquisisce dalle Sedi provinciali e Intercomunali le iniziative culturali e scientifiche intraprese dalle stesse. Raccoglie gli studi e gli elaborati, presso la Sede Regionale e li rende conoscibili a tutti gli Associati della Regione, tramite la Rivista od il sito Internet.

Nel caso di dimissioni del presidente regionale rimane in carica sino alla sua eventuale sostituzione da parte del nuovo presidente regionale.

Art. 38 – TESORIERE REGIONALE

Deve inviare ai Componenti della Giunta e ai Consiglieri Regionali, almeno trimestralmente, la situazione finanziaria dell’Associazione, con la disponibilità dei singoli capitoli di spesa e detratte le somme già impegnate.

Art. 39 – COLLEGIO REGIONALE DEI PROBIVIRI: COMPOSIZIONE ED ATTRIBUZIONI

E’ composto da cinque componenti tra i quali viene eletto il Presidente.

Il Collegio esercita le funzioni di cui all’art. 39 dello Statuto seguendo le procedure dell’art. 53 di questo Regolamento.

La costituzione ed il funzionamento del Collegio sono regolate altresì dall’art. 54 di questo Regolamento.

Art. 40 – COLLEGIO REGIONALE DEI REVISORI DEI CONTI

Il collegio deve riunirsi almeno due volte all’anno e spetta ad esso controllare la regolarità della gestione finanziaria, la conformità della stessa al bilancio preventivo approvato dal Consiglio Regionale e la corrispondenza del bilancio consuntivo alle operazioni effettuate.

Deve essere redatto verbale delle sue riunioni, da inviarsi alla Giunta con allegata apposita relazione nella quale deve essere valutata la corrispondenza tra le somme impegnate a preventivo e l’effettivo impiego delle risorse economiche.

Il Presidente del Collegio può richiedere informazioni scritte al Segretario e al Tesoriere.

La relazione dei Revisori dei Conti deve essere allegata all’avviso di convocazione della riunione del Consiglio regionale, convocata per l’approvazione del consuntivo.


TITOLO VI

ORGANIZZAZIONE A LIVELLO PROVINCIALE

Art. 41 – SEDI PROVINCIALI ED INTERCOMUNALI

Le sedi devono tenere un conto corrente sul quale fare confluire la gestione finanziaria.

Qualora gli amministratori iscritti all’Associazione di una Provincia costituita, regrediscano e diventino meno di dieci le rappresentanze decadono automaticamente ed i singoli associati sceglieranno la provinciale limitrofa, alla quale aggregarsi.

La Sede Provinciale potrà essere ricostituita non appena il numero degli associati raggiungerà nuovamente il numero di dieci

Art. 42 – ASSEMBLEA PROVINCIALE: COMPOSIZIONECONVOCAZIONE – COSTITUZIONE E VOTAZIONE.

Il Segretario all’inizio di ogni Assemblea deve verificare che i presenti siano in regola con i contributi associativi , per stabilire il quorum previsto per la costituzione dell’assemblea.

L’Assemblea provinciale deve essere convocata per raccomandata, fax o e-mail almeno 10 giorni prima della data fissata e l’avviso di convocazione deve contenere gli argomenti posti in discussione.

L’Assemblea è regolarmente costituita con la presenza di almeno un quinto degli aventi diritto.

Le votazioni sono valide se assunte con la maggioranza degli intervenuti.

In caso di votazione in parità, prevale il voto del Presidente.

Qualora l’elezione riguardi la nomina del Presidente si procederà ad ulteriore votazione.

In caso di ulteriore parità si riterrà eletto il candidato con maggiore anzianità associativa.

Art. 43 – ASSEMBLEA PROVINCIALE: ATTRIBUZIONI

Il rinnovo delle cariche provinciali istituzionali, i delegati al Congresso Nazionale e i canditati a ricoprire la carica di Consigliere nazionale, devono essere eletti almeno entro il 31 gennaio dell’anno in cui è prevista la convocazione del Congresso Nazionale.

La lista dei candidati alla carica di Consigliere Nazionale da proporre al Consiglio regionale dovrà essere formata da un componente ogni 100 associati con il minimo di uno.

Premesso che i delegati al Congresso Nazionale vengano eletti in ragione di uno ogni 50 associati o frazione superiore a 30 si indica a titolo di esempio:

Provincia con 31 associati ha diritto a 1 delegato

Provincia con 50 associati ha diritto a 1 delegato

Provincia con 80 associati ha diritto a 1 delegato

Provincia con 81 associati ha diritto a 1 delegato + 1 delegato per resto > a 30

Provincia con 100 associati ha diritto a 2 delegati

Provincia con 130 associati ha diritto a 2 delegati

Provincia con 131 associati ha diritto a 2 delegati + 1 delegato per resto > a 30

Qualora entro tale lasso di tempo i nominativi degli eletti non pervengano alla Segreteria Regionale, l’Assemblea provinciale, per tali nomine, viene convocata direttamente dal Presidente Regionale o da suo delegato, entro e non oltre il 28 Febbraio.

Art. 44 – CONSIGLIO PROVINCIALE

Per la validità delle riunioni deve essere presente in proprio o per delega la maggioranza degli aventi diritto.

Le delibere devono essere assunte con almeno la maggioranza degli intervenuti.

In caso di parità prevale il voto del Presidente.

La convocazione deve essere inviata anche al Presidente Nazionale e Regionale che vi potranno partecipare.

Art. 44/1 – GIUNTA PROVINCIALE

La Giunta Provinciale rappresenta il potere esecutivo dell’Associazione nell’ambito provinciale.

Propone al Consiglio provinciale la nomina del:

a) Direttore Responsabile della Rivista,

b) Direttore del Centro Studi Provinciale,

c) Coordinatore dei rapporti con le altre associazioni di amministratori, con le associazioni della proprietà, con i Sindacati degli inquilini e con le rappresentanze dei Consumatori.

d) Coordinatore del Gruppo Giovani

E’ composta da:

a) Presidente, che la presiede

b) Vice Presidente

c) Segretario

d) Tesoriere

e) Membri di Giunta eletti dal Consiglio provinciale in ragione di uno ogni duecento associati.

Le delibere della Giunta sono valide se approvate dalla maggioranza degli intervenuti.

In caso di parità prevale il voto del Presidente provinciale.

Art. 44/2 – CENTRO STUDI PROVINCIALE

IL Centro Studi Provinciale nel perseguire le direttive politiche nazionali e regionali collabora con il presidente ed il consiglio provinciale che sono legittimati a richiederne pareri ed curare la diffusione dei suoi elaborati.

Il Direttore del Centro Studi provinciale fa parte di diritto del CSR e può far parte del CSN ed è responsabile dei contenuti scientifici dei corsi di formazione e di aggiornamento

Nomina i componenti le Commissioni di esame ed il loro Presidente.

Deve dare comunicazione, della data degli esami, al Presidente Regionale che ha facoltà di assistere alle relative sessioni o di inviarvi un suo delegato.

Art. 45 – PRESIDENTE E VICE PRESIDENTE PROVINCIALE

Può richiedere al Presidente Nazionale la sospensione di un associato per gravi motivi.

Art. 46 – SEGRETARIO PROVINCIALE

Attua le direttive del presidente provinciale , cura l’organizzazione dell’associazione in campo provinciale. Trasmette a tutti gli associati, alla Segreteria Nazionale e Regionale il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo con relative relazioni del collegio provinciale dei revisori dei conti con almeno venti giorni di preavviso dalla data dell’assemblea provinciale per la loro approvazione.

Nel caso di dimissioni del presidente provinciale rimane in carica sino alla sua eventuale sostituzione da parte del nuovo presidente provinciale.

Redige il verbale delle assemblee di giunta, di consiglio e di assemblea provinciali annotando specificatamente le votazioni avvenute che, oltre a tutti gli associati, dovrà essere inviato alla Segreteria Nazionale e Regionale.

Raccoglie gli studi egli elaborati del CSP e li rende conoscibili a tutti gli associati.

Art. 47 – TESORIERE PROVINCIALE

Si rimanda allo Statuto

Art. 48 – COLLEGIO PROVINCIALE DEI REVISORI DEI CONTI

Deve riunirsi almeno due volte l’anno e spetta ad esso controllare la regolarità della gestione finanziaria, la conformità della stessa al bilancio preventivo, la corrispondenza del bilancio consuntivo alle operazioni effettuate. Deve redigere apposito verbale, da sottoporre al Consiglio, prima della presentazione all’Assemblea provinciale per la relativa approvazione.

Nella sua relazione valuta la corrispondenza tra le somme impegnate a preventivo e l’effettivo impiego delle risorse economiche dell’associazione.

Può richiedere informazioni scritte al Segretario ed al Tesoriere.

La relazione del Collegio deve essere allegata all’avviso di convocazione della riunione del Consiglio provinciale per l’approvazione del consuntivo.

Art. 49 – COMMISSIONE DI CONCILIAZIONE

La Commissione di conciliazione, eletta dal Consiglio provinciale , è composta da tre membri effettivi e due supplenti.

Nel caso di rinnovo anticipato degli organi statutari provinciali, il Consiglio provvede contestualmente anche all’elezione dei nuovi membri della Commissione.

Funge da Presidente il componente che ha ottenuto più preferenze ed a parità di voti il più anziano per età.

La Commissione viene convocata dal Segretario Provinciale su richiesta del Presidente della Commissione o dal Presidente provinciale.

L’avviso di convocazione può essere inviato con raccomandata ,via fax o e-mail ecc. con preavviso di giorni dieci.

Nel caso in cui la Commissione, ultimata la fase istruttoria e dopo aver sentito le parti, non riesce a raggiungere un bonario componimento tra i soci, invia gli atti al competente Collegio regionale dei Probiviri.

Art. 50 – GRUPPO GIOVANI PROVINCIALE

Il Gruppo Giovani non è un organo istituzionale, svolge la propria attività per aree tematiche e professionali a supporto dell’attività associativa provinciale, regionale e nazionale.


TITOLO VII

NORME FINALI

Art. 51 – SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE

Si rimanda allo statuto.

Art. 52 – ESERCIZIO FINANZIARIO

Si rimanda allo statuto.

ART. 53 – VIOLAZIONI: PROCEDIMENTO DISCIPLINARE DI 1° GRADO

Ricevuta la denunzia di infrazione il Presidente designa i tre membri che comporranno il Collegio giudicante, assegnando ad uno di questi la funzione di relatore.

In caso di procedimento disciplinare nei confronti di un Associato della medesima sede Provinciale del Presidente, quest’ultimo si asterrà dal giudizio nominando altro membro in sua sostituzione.

Il relatore designato comunica all’Associato il decreto di citazione a comparire avanti il Collegio con lettera raccomandata in busta chiusa.

Il Decreto di citazione contiene: 

1.le generalità dell’Associato e quanto serve ad identificarlo

2.l’identità del denunziante

3.l’enunciazione del fatto a scritto in forma chiara e precisa e l’indicazione delle norme dello Statuto, del Regolamento, del Codice Deontologico violate

4.l’enunciazione degli elementi di prova sui quali la denunzia è basata

5.l’indicazione del Collegio giudicante, la sua composizione, il luogo, il giorno e l’ora della comparizione, con l’avvertimento che non comparendo sarà giudicato in contumacia

6.l’avviso che ha facoltà di nominare un difensore

7.l’avviso che ha facoltà di far pervenire le proprie difese al domicilio che il relatore specificherà, entro dieci giorni dalla data di comparizione, anche indicando le prove da assumere a sua discolpa.

Tra la data di comunicazione del Decreto di citazione e la data e di comparizione avanti il Collegio debbono intercorrere almeno sessanta giorni.

La comunicazione della data, del luogo, del giorno e dell’ora della comparizione viene data per lettera raccomandata anche al denunziante, con l’invito a comparire ed a far pervenire al domicilio che il relatore specificherà, entro dieci giorni dalla data di comparizione, memorie, documenti e le ulteriori prove ritenute necessarie a dimostrazione della fondatezza della denunzia di infrazione.

Il denunziante dovrà comparire avanti il Collegio se chiamato in qualità di testimone.

Il Collegio decide all’esito dell’istruttoria, assunte le prove indicate dalle parti e quelle acquisite di ufficio.

La decisione è letta all’esito dell’udienza se contestuale. In ogni caso è comunicata per lettera raccomandata in busta chiusa.

La decisione è immediatamente esecutiva.

Le disposizioni di questo articolo si applicano anche ai procedimenti in grado unico del Collegio Nazionale dei Probiviri.

ART. 54 – PROCEDIMENTO DISCIPLINARE D’APPELLO

L’associato condannato può impugnare avanti il Collegio Nazionale dei Probiviri la decisione del Collegio Regionale dei Probiviri.

Il termine per l’impugnazione è di sessanta giorni, decorrenti dalla comunicazione della decisione.

L’impugnazione si effettua con atto di appello spedito per raccomandata al Presidente del Collegio Nazionale dei Probiviri. Ai fini della tempestività dell’impugnazione, fa fede il timbro postale di spedizione.

L’appello non sospende l’esecuzione della decisione, salvo che la sospensione sia ordinata dal Collegio Nazionale dei Probiviri.

ART. 54.1 – DISPOSIZIONI COMUNI PER LA COSTITUZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO NAZIONALE E REGIONALE DEI PROBIVIRI

Il Presidente Nazionale o Regionale entro trenta giorni dalla nomina convoca i membri del Collegio affinché eleggano il Presidente ed il Vice Presidente.

Tutte le successive convocazioni del Collegio saranno a cura del suo Presidente o, in caso di impedimento, a cura del Vice Presidente, nel termine di sessanta giorni dalla data di ricezione della denuncia di infrazione, dell’appello o dell’istanza di interpretazione. Ove la convocazione non intercorra nel termine suddetto, potrà essere effettuata dal Presidente Nazionale per il Collegio Nazionale e dal Presidente Regionale per il Collegio Regionale.

I componenti non iscritti all’Associazione dovranno essere esperti nel settore giuridico. 

In caso di impedimento permanente o dimissioni del Presidente del Collegio questi viene temporaneamente sostituito dal Vice Presidente che provvederà, entro 30 (trenta) giorni, a convocare il Collegio per l’elezione del nuovo Presidente.

In caso di impedimento permanente o dimissioni di un componente del Collegio, questi viene sostituito dal primo dei non eletti.

Tre assenze comportano la decadenza della carica e la conseguente sostituzione con il primo dei non eletti.

Il Collegio può dotarsi di proprio Regolamento interno che dovrà essere approvato a maggioranza dei suoi componenti al fine di organizzare la propria attività.

Tale Regolamento deve essere inviato al Presidente Nazionale.

Art. 55 – PATRIMONIO SOCIALE E FONDO COMUNE

Si rimanda allo Statuto.

Art. 56 – NORME DEONTOLOGICHE

Il mancato rispetto da parte di un associato delle norme previste dall’apposito Regolamento, che venga segnalato da altro socio e/o dal Presidente Provinciale, comporta l’attivazione di un procedimento della Commissione di Conciliazione.

Contro le decisioni della Commissione può essere proposto ricorso al Collegio Regionale dei Probiviri.

Art. 57 – TUTELA DEI MARCHI

I Presidenti provinciali hanno l’obbligo di attivarsi per il rispetto della marchi tutela dei e per la restituzione dei timbri e degli attestati d’iscrizione, di coloro che, pur continuando l’attività di amministratore condominiale, vengono espulsi o si dimettono dall’associazione.

FIRMATO:

LOREDANA ANGELICA BARBATI

NOTAIO GIANCARLO LAURINI - SEGUE SIGILLO

Per amministratore si intende ogni persona che cura in modo abituale quale attività primaria, per conto terzi in qualità di mandatario, la gestione di beni immobiliari o di diritti immobiliari o di rappresentante di beni immobiliari in condominio ed in comunone
L’Associato ANACI esercita la propria attività in piena libertà, autonomia ed indipendenza, per tutelare i diritti e gli interessi del cliente, assicurando la conoscenza delle norme e delle Leggi in materia di condominio .
Le norme deontologiche sono essenziali per la tutela, dei valori e degli scopi dell’Associazione di categoria nel rispetto dei rapporti tra colleghi a salvaguardia dell’ immagine dell’Associazione.


PRINCIPI GENERALI

ART. 1. - Ambito di applicazione. – Il rispetto delle norme deontologiche é obbligatorio per tutti gli associati ANACI, nei loro reciproci rapporti e nei confronti dei terzi.

ART. 2. - Potestà disciplinare. – Spetta agli organi disciplinari la potestà di determinare le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione delle norme deontologiche.

ART. 3. - Doveri di probità, dignità e decoro. – L’associato deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro.
3.1 - L’associato deve fornire un chiaro esempio di rettitudine e di specchiata condotta civile e morale, anche al di fuori dall’esercizio della professione, in modo da mantenere alto l’apprezzamento della categoria
3.2 Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare l’associato cui sia imputabile un comportamento scorretto nei confronti di colleghi
3.3 - L’associato è soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti l’attività di amministratore di beni immobili quando si riflettano sulla sua reputazione professionale o compromettano l’immagine dell’Associazione.
3.4 L’associato che abbia che abbia riportato condanne per reati contro il patrimonio non può essere iscritto all’Associazione.

ART. 4. - Doveri di lealtà fedeltà e correttezza. – L’Associato ANACI deve svolgere la propria attività professionale con lealtà correttezza.
4.1 - Nell’esercizio della sua professione, egli deve perseguire interessi di natura economico-patrimoniale, senza violare i principi di indipendenza e di obiettività che sono propri del mandato.
4.2 - Costituisce infrazione disciplinare il comportamento dell’Associato che compia atti contrari all’interesse del proprio cliente e che possa danneggiare l’immagine dell’Associazione.

ART. 5. - Dovere di diligenza. – L’Associato deve adempiere ai propri doveri professionali con la massima diligenza.

ART. 6. - Dovere di riservatezza. – È dovere fondamentale dell’Associato mantenere la riservatezza sull’attività prestata su tutte le informazioni che siano a lui pervenute nell’ambito dello svolgimento dell’incarico.
6.1 - L’Associato è tenuto a garantire il rispetto della riservatezza professionale anche da parte dei propri collaboratori

ART. 7. - Dovere di competenza. – L’Associato non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con adeguata competenza ed organizzazione di mezzi e persone.
7.1 - L’accettazione di un determinato incarico professionale fa presumere la competenza a svolgerlo, nel caso di sopravvenuta difficoltà deve informare il proprio cliente che potrà valutare la sua sostituzione con altro professionista

ART. 8. - Dovere di aggiornamento professionale. – E dovere dell’Associato curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando ed accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori nei quali svolge l’attività.
8.1 - L’Associato è tenuto a mantenersi aggiornato sulle normative in vigore e nel rispetto del regolamento dei crediti formativi approvato dall’associazione .

ART. 9. - Informazioni sull’esercizio professionale. – È consentito all’Associato dare informazioni sulla propria attività professionale, secondo correttezza e verità, nel rispetto della dignità e del decoro della professione e degli obblighi di riservatezza.
9.1 - Quanto ai mezzi di informazione, devono ritenersi vietati i mezzi di divulgazione contrari alla dignità professionale e le sponsorizzazioni.
9.2 - Quanto ai contenuti della informazione deve attenersi a quanto statuito dalle norme relative alla privacy .

ART. 10. – Dovere di correttezza professionale. - L’associato deve astenersi dal ricorrere a mezzi incompatibili con la dignità professionale per ottenere nuovi incarichi. Non deve esaltare le proprie qualità a scapito degli altri associati o fornire vantaggi o assicurazioni esterne al rapporto professionale. Deve comportarsi con i colleghi dell’associazione secondo i principi e le regole generali della libera concorrenza con particolare attenzione a che non abbiano a crearsi motivi di contrasto personale.

ART. 11. - Divieto di uso di espressioni sconvenienti ed offensive. – Indipendentemente dalle disposizioni civili e penali, l’Associato deve evitare di usare espressioni sconvenienti ed offensive nei confronti dei colleghi.

ART. 12. - Uso del logo. – L’Associato potrà inserire sulla propria targa professionale il logo dell’ANACI con la relativa denominazione rispettando le forme e i contenuti nonché i colori che lo compongono secondo il modello depositato nelle sedi provinciali e nazionale.

ART. 13 – Regolamentazione dell’ attività professionale. – L’Associato dovrà garantire alla propria clientela la disponibilità della propria organizzazione almeno per tre giorni settimanali e secondo le consuetudini locali.

ART. 14 – Ubicazione della propria attività professionale. E’ fatto obbligo all’Associato di comunicare tempestivamente alla segreteria provinciale di appartenenza eventuali variazioni di indirizzo, numeri telefonici ed eventuali denominazioni del proprio studio. Inoltre dovrà comunicare l’indirizzo E-MAIL, al fine di poter inviare e ricevere notizie anche di interesse associativo come ad esempio le informazioni, gli aggiornamenti e i programmi della sede provinciale oltre alle convocazioni per le assemblee provinciali e quelle dirigenziali.


RAPPORTI CON I COLLEGHI

ART. 15- Rapporto di colleganza in genere. – L’Associato deve mantenere sempre nei confronti dei colleghi un comportamento ispirato al rispetto, correttezza e lealtà.
15.1 - L’Associato al quale viene richiesta un’offerta per il compenso professionale per amministrare stabili od immobili deve interpellare il collega in carica, a maggior ragione se si tratta di un iscritto ANACI. In questo caso prima di presentare l’offerta oltre a chiedere notizie al collega in carica dovrà tenere un comportamento conforme alle regole associative.
15.2 - Nel caso di consegne per cessato incarico l’associato dovrà attenersi a quanto previsto dalla normativa vigente.
15.3 - E’ fatto divieto all’associato verificare e controllare l’operato del collega negli esercizi di sua competenza in assenza di contestazioni salvo eventuale mandato deliberato e autorizzato dal cliente e comunque previa comunicazione al collega stesso. 
15.4 - L’Associato sottoposto a verifica potrà chiedere supporto all’organo provinciale territoriale.

ART. 16. - Rapporti con l’Associazione. – L’Associato ha il dovere di collaborare con la sede provinciale di appartenenza per l’attuazione delle finalità istituzionali e aver rispetto delle cariche dirigenziali.
16.1 - L’Associato chiamato a far parte del gruppo dirigenziale dell’Associazione deve adempiere all’incarico con diligenza, imparzialità e nell’interesse della stessa.
16.2 - I rapporti con i dirigenti devono essere improntati alla dignità e al reciproco rispetto.

ART. 17. - Rapporti con i collaboratori dello studio. – L’Associato deve consentire ai propri collaboratori di studio di migliorare la preparazione professionale.

ART. 18 - Notizie riguardanti il collega. –
18.1 - L’Associato deve astenersi dall’esprimere apprezzamenti negativi sull’attività professionale di un collega ed in particolare sulla sua condotta e suoi presunti errori o incapacità.

ART. 19. – Consulenze a terzi. – L’Associato ha il diritto/ dovere di effettuare consulenza a terzi previa corresponsione di un compenso adeguato .Qualora nell’espletamento dell’incarico professionale l’associato si trovasse a dover criticare l’operato di un collega dovrà tenere un comportamento improntato ai principi di equità correttezza e trasparenza

ART.20- Provvedimenti alle violazioni. E’ a discrezione del collegio dei probi viri regionale comminare le sanzioni in caso di violazione anche ad uno solo degli articoli che formano il presente codice deontologico.
Si deve intendere per sanzione, a seconda della gravità del caso, a) il richiamo; b) la censura.
In caso di gravi violazioni o di recidività nelle trasgressione delle norme il collegio competente per territorio potrà proporre al Presidente Nazionale la sospensione temporanea e/o l’espulsione dall’associazione.


ART. 21. - Norma di chiusura. – Le disposizioni specifiche di questo codice deontologico costituiscono esemplificazioni dei comportamenti più ricorrenti e non limitano l’ambito di applicazione dei principi generali espressi e formano parte integrante dello Statuto dell’Associazione. La conoscenza ed il rispetto delle norme stesse rappresentano un obbligo per tutti gli associati.

La Commissione di Conciliazione interverrà, su richiesta di associati o di terzi che vi hanno interesse, per tentare la composizione dei dissidi che possono sorgere nell’espletamento dell’attività professionale.

L’istituzione della Commissione nasce dall’esigenza di rispondere alle segnalazioni, che provengono sia dagli associati sia dai condomini, nel tentativo di assicurare un puntuale rispetto del Codice Deontologico ANACI.

Per completezza di informazione si comunica che, qualora l’esito dell’attività della Commissione non dovesse precludere ad un accordo di tipo bonario o la stessa dovesse ravvisare importanti violazioni, tutti gli atti verranno trasmessi al collegio Regionale dei Probiviri.

Si precisa inoltre che le segnalazioni trasmesse, se ritenute di competenza della presente commissione, verranno inoltrate all’associato interessato quale parte integrante della convocazione.

 

Membri della commissione


Presidente
Spadari geom. Angelo

Membri interni
Gussoni avv. Laura

Membro esterno
Vecchioni avv. Gabriele

I PARTNERS INFORMANO:

AREA VERDE

 
 a cura di GREENTEK

Ascensori

a cura di FAL

Antincendio

a cura di BELFUS

Certificazioni

a cura di GENESIA

Pulizie

a cura di MALPENSANET

Belfus

Fabbrica Ascensori Legnano

GBM Service

Genesia

Reale Mutua

Malpensanet

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